Monthly Archives: marzo 2005

Affile 2005

Nella tenda l’impossibile accade di nuovo. Il racconto della missione ad Affile con i PP. Passionisti e i giovani della Tendopoli. «Ho visto un paese vivo e risvegliato, come mai era accaduto», sono le parole di Cristina, 32 anni, che testimoniano il visibile effetto provocato dalla missione predicata ad Affile (RM) dal 5 al 19 marzo, da parte dei PP. Passionisti, in collaborazione con i giovani laici della Tendopoli. «Affile – prosegue Cristina – è il classico paese montano poco vivo, specialmente nel periodo invernale. Invece voi missionari avete creato un movimento e una aggregazione mai visti prima». […]

Grande è la mia allegria

La gioa di essere parte di una storia più grande… l’incontro col Santo dei giovani, del 27 febbraio 2005… una voglia di allargare ad altri la tenda… “Grande è la mia allegria, o Signore, perché tu mi ami”. Questo è il messaggio che ho potuto cogliere dalla meravigliosa giornata del XXV°. Questo amore di Dio, reso visibile dalla presenza di tante e tante persone, vecchie (di militanza e di età) e nuove, giovani e meno giovani, tutti insieme a condividere uno stesso ideale, uno stesso progetto, un disegno realizzato da meravigliose mani d’artista. Ogni momento, ogni attimo della giornata ha portato con sé sensazioni nuove, che esprimevano gioia ed allegria, nonostante le difficoltà ambientali e logistiche. Già lo spettacolo del Gran Sasso innevato portava a pensare “come non ringraziare Dio per tutto quello che ci dà ogni giorno, e di cui magari non ci accorgiamo?”. La montagna che “protegge” S. Gabriele, pur essendo familiare, ci è stata offerta in una luce nuova, forse perché abituati a vederla nel verde dell’estate, e non nel bianco dell’inverno. La Via Crucis, la Messa, con i loro simboli e i momenti particolari, creano un senso di appartenenza che spinge a capire che non si è mai soli, e quando si è con Lui non si può avere paura (questo è JPII che lo dice, non io!). L’importante è che questo traguardo dei 25 anni non sia un punto d’arrivo, ma l’inizio di un viaggio meraviglioso e intenso, che possa dare frutti ancora per molti e molti anni; e quando ci troveremo a festeggiare i 50 ci stupiremo per quello che il Signore, grazie al nostro umile e piccolo aiuto, sarà riuscito a realizzare per tutte le sue creature.   […]

La mia vocazione

Raccontare la propria vocazione, elencare le motivazioni fondanti, spiegare perché un giovane decida di consacrare tutta la vita al Signore è un compito non facile, poiché arduo è trovare parole che significhino pienamente ciò che vive l’animo dopo l’incontro con Dio. Tuttavia, proverò a comunicare comprensibilmente quello che ha provocato in me incrociare lo sguardo di Cristo lungo il sentiero della mia vita. Nel novembre del 1997 alcuni padri passionisti furono chiamati per realizzare una missione al popolo, di due settimane, nel mio paese. Ricordo, ancora, che nel vedere un missionario, mi colpì immediatamente l’abito nero ed in particolare il segno, un cuore passionista, su di esso apposto. Partecipai ai centri d’ascolto per giovani e al termine della missione, mantenni dei contatti con un padre specialmente, ero curioso, infatti, di conoscere lo stile di vita dei passionisti. Per accontentare simile volontà, mi furono dati alcuni testi, tra cui la biografia del Beato Pio Campidelli, chierico passionista morto a soli ventuno anni. La lettura della sua vita mi aveva appassionato e trasportato tanto da conquistarmi. Nel contempo continuavo a frequentare le scuole superiori, a praticare nuoto, equitazione ed altre passioni, proprie di un adolescente. Malgrado ciò, non provavo più un amore viscerale per questi miei interessi pur esercitandoli con uguale costanza. Andavo dunque riflettendo, dentro di me, cosa realmente fosse accaduto negli ultimi mesi da provocare tal effetto anche con i miei amici. Nel mio cuore era avvenuto qualcosa d’inspiegabile e incomunicabile che tentavo di capire anche con l’aiuto del sacerdote passionista. Mi accorgevo che, se da un lato diminuivano le mie attenzioni per gli hobby ed i miei riguardi per i compagni, dall’altro, come nel caso di grandezze inversamente proporzionali, cresceva in me sempre una maggiore considerazione e riflessione sul senso di certi accadimenti, su cosa dovevo fondare la mia vita e perché. Tante le domande, poche o mediocri le risposte. Sebbene occorressero forse valutazioni più suadenti, certe, presumibilmente più savie, non mi sono preoccupato molto nel ricercarle poiché una nascente, ma convincente determinazione e un’irrefrenabile e ferma volontà appassionavano il mio animo a voler intraprendere un cammino di vita particolare. […]

Guarda dove vai

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò con loro”, dice Gesù. Questa è la nostra certezza, mentre ci chiediamo dove sono finiti i ragazzi ed i giovani a La Spezia. Le proposte non mancano, l’entusiasmo neppure: la messa al mattino per caricare il cuore, l’animazione delle ore di religione nelle scuole superiori, al pomeriggio la convivenza con gli adolescenti in oratorio, la sera incontri con i giovani. Il tutto portato avanti da una decina di passionisti (padri, frati, diaconi e suore) e da altrettanti giovani missionari (Davide, Francesca, Ferruccio, Fabia, Valeriano, Luca, Lea, Fabrizia, Federica, Christian), suddivisi a piccoli gruppi nelle quattro parrocchie interessate dalla missione. Sembra che l’aria cittadina disperda gli incontri, sia veloce e frammentata e che la nostra voce venga soffocata dal frastuono e dalle polveri sottili. Ma è il messaggio di Gesù che ha la forza di parlare ai cuori e di scaldarli, per chi accetta di fermarsi ed ha il coraggio di ascoltarlo. […]