In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
RIFLETTI
Mi ero messo in fila con gli altri, con i tanti peccatori, con il capo chino, uguale a tutti, confuso fra la folla, calpestando il fango da cui tutti proveniamo; ma arrivato davanti a lui, mi blocca: Non vuole battezzarmi. E’ sconvolto. Giovanni, mio cugino, non comprende e mi supplica: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da Te, e Tu vieni da me?» Lo comprendo. Aspettava e sperava in un re forte, con la “scure posta alla radice degli alberi” (Mt3,10) che taglia le piante che non portano frutto. Ora che mi vede uno dei tanti si domanda: Com’è possibile? Aveva sempre pensato e creduto che doveva essere l’uomo a cercare Dio, invece si trova davanti a un Dio che cerca l’uomo. Lo guardo e gli spiego: Caro cugino, sta qui il significato del battesimo che ti chiedo: “Io che non ho peccato mi faccio peccato per gli uomini” (cfr 2 Cor 5,21; Gal 3,13); mi metto in fila con i peccatori per essere alleato con l’uomo anche nel fallimento e nella miseria. Ti prego battezzami: «perché conviene che adempio ogni giustizia» cioè devo realizzare, vivere e annunciare l’Amore, l’amore misericordioso del Padre è la vera giustizia. Lui mi ha mandato per cercare, raccogliere, abbracciare la pecorella smarrita. E’ chiaro quindi, che questa giustizia, non vuole distribuire pene e castighi ma, come affermerà l’Apostolo Paolo, consiste nel rendere “giusti” i suoi figli (cfr Rm 3,22-31), liberandoli dai lacci del male. Battezzami, rendimi Amore!
