In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». (MT 5,1-12)
RIFLETTI
Mi avevano seguito. Non mi conoscevano. Desideravo incontrarli. Salii sul monte ed essi mi seguirono. Lungo il sentiero pensavo: Chi sono io per loro? Che cosa pensano di me? Arrivato sul monte mi posi a sedere e loro “si avvicinarono a me”. Nei loro occhi leggevo una legittima curiosità: “Chi stiamo seguendo?” Non li potevo deludere, dovevo essere chiaro con loro. Iniziai:
“Amici, ben venuti in questa “convention”. Penso che tutti desideriate essere felici. Qui, oggi vi presento un metodo rivoluzionario, la strada della felicità. Prestate attenzione senza scandalizzarvi. Ecco il metodo: “Beati i poveri!” Mi guardano sorpresi, occhi spalancati e volti preoccupati. Capisco il loro imbarazzo e spiego: “I poveri non sono quelli che non hanno i soldi o il potere, i poveri sono le persone che sono ricche di Dio, cioè di amore. Nel cuore ricco di Dio non c’è spazio per altre cose”.
– Vero, – afferma uno dei presenti- se io mi sento amato, sono felice, sono ricco, sono beato e affronto con letizia le afflizioni e il pianto della vita. Non mi agito, ma con umiltà e mitezza mi lascio fare da Dio, mi fido di Lui. La mia fame e sete della giustizia non la perseguo con la forza, ma affidandomi all’Amore che mi abita.
– E’ tutto chiaro – aggiunse un altro- saremo beati se saremo misericordiosi, e non possiamo non esserlo perché il cuore di Dio abita la nostra miseria. Questa esperienza ci rende puri di cuore, cioè integri, sinceri e trasparenti, per vedere Dio. Quando sperimentiamo la misericordia di Dio, non giudichiamo e non critichiamo, ma diventeremo operatori di pace, pane di comunione, profumo di amore, cioè figli di Dio.
“Bene, ci siamo, tuttavia non posso negarvi, che se darete questa testimonianza, sarete perseguitati a causa della giustizia. Vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Per questo siete beati: Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.