In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò….
RIFLETTI:
Gesù t’invita con Lui nel deserto della Quaresima
Venite più vicino. Stasera voglio aprirvi il mio cuore. Voglio raccontarvi di quei quaranta giorni nel deserto, perché quelle tentazioni non erano solo mie. Sono le vostre. Sono di ogni uomo e donna che cerca Dio. Come uno sposo che si ritira a preparare il suo cuore prima delle nozze, così io dovevo stare solo con il Padre. Faccia a faccia. Cuore a cuore perché l’amore ha bisogno di solitudine per dichiararsi. Il deserto toglie tutto ciò che distrae. Nel silenzio, finalmente senti. Senti la voce di Dio… ma senti anche l’altra voce. Quella che ti offre scorciatoie, tentazioni. Nelle mie tre tentazioni c’è tutta la storia dell’umanità, ci siete anche voi.
“Dì a queste pietre che diventino pane”. Quaranta giorni senza cibo. La fame era reale. Il corpo gridava. E lui è venuto con la voce della ragione: “Hai fame? Sei Figlio di Dio? E allora provvedi a te stesso. È legittimo. È giusto”. Sembrava così sensato…ma ho visto cosa c’era sotto quella proposta. Mi chiedeva di mettere il mio io davanti a Dio, la mia sicurezza prima del Padre. È la tentazione di ogni giorno. La più quotidiana. La più nascosta.
“Gettati giù dal pinnacolo del Tempio” Poi mi ha portato sul punto più alto del Tempio. Gerusalemme sotto di me. Le folle. Il popolo che aspettava il Messia. E ha detto: “Buttati. Gli angeli ti prenderanno. Tutti vedranno. Tutti crederanno”. Capite? Mi offriva il successo immediato. La scorciatoia. Il messianismo dello spettacolo. Una fede che nasce dallo spettacolo muore quando lo spettacolo finisce. Una fede comprata con i miracoli non è fede. È convenienza. Io non sono venuto per lo spettacolo. Sono venuto per la croce. Non per abbagliare, ma per amare. Non per costringere, ma per chiamare. L’amore vero non forza. Chiede. Aspetta. Rispetta la libertà.
“Tutto questo ti darò, se prostrandoti, mi adorerai” E’ l’ultima tentazione. La più grande. Mi ha mostrato tutti i regni del mondo. La loro gloria. Il loro potere. “‘Tutto questo sarà tuo mi disse. Puoi cambiare il mondo. Puoi fare del bene. Puoi instaurare la giustizia. Devi solo… inginocchiarti. Solo un piccolo compromesso”. Vedete la raffinatezza? Non mi ha chiesto di fare il male. Mi ha chiesto di fare il bene con i suoi mezzi. Prendere il potere per fare del bene. Usare le armi del mondo per costruire il Regno. Scendere a compromessi ‘per il bene superiore’.
In questi quaranta giorni fammi compagnia: Il deserto non è un luogo di morte. È il luogo dove si sceglie la vita. È il luogo dove si “cade innamorati” di nuovo. È lo spazio della libertà.
