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MOSTRACI, O DIO, IL VOLTO DEL TUO AMORE

Andare “ due a due “ è tipico delle usanze del popolo ebraico per mandare dei messaggi importanti e quello che i discepoli portavano era sicuramente una notizia importante, era “la salvezza per tutti gli uomini “ . Il viaggio doveva essere veloce, quindi niente pesi in sovrappiù, non dovevano affannarsi per il mangiare  e il vestire, sarà la loro stessa missione, le persone, che accetteranno il messaggio attraverso la loro predicazione, che provvederanno al loro sostentamento.

Predicazione e guarigioni. L’essenza della missione che Gesù affida ai discepoli, è proprio questa: assistere e salvare  gli uomini nella loro completezza, anima e corpo.

Nulla deve essere d’ intralcio alla missione, nulla deve disturbare la predicazione.

I seguaci di Gesù, i suoi annunciatori devono dipendere dall’accoglienza offerta loro dalle persone  cui si rivolgono, non dai vantaggi sociali o da certe vantaggiose sicurezze; la povertà del messaggero è una condizione voluta dalla missione.

I segni identificativi del missionario del Regno dei Cieli, sono  la carità fraterna e la comunione.

San Gregorio Magno scrive: Li manda a due a due, per raccomandare la carità, perché meno che tra due non ci può essere  carità.

La missione deve essere illuminata dalla testimonianza evangelica per eccellenza : DA QUESTO SAPRANNO CHE SIETE MIEI DISCEPOLI, SE AVRETE AMORE GLI UNI PER GLI ALTRI. Questa è la comunione, vivere e predicare e assistere e salvare, amando il fratello con cui si condivide la responsabilità della missione.

Quanto è difficile amare le persone che ci sono vicine, le persone che, sono il nostro “prossimo”. Chi non ama, chi non ha la carità, non può essere annunciatore del Vangelo, perché manca dell’elemento fondante della sua predicazione, la coerenza, l’unità tra ciò che si annuncia e ciò che si é. Perché il Vangelo è un annuncio d’amore, quello che Dio riversa sugli uomini.

Nulla nuoce tanto all’annuncio del Vangelo, tanto a livello parrocchiale, diocesano, e di chiesa universale, quanto lo spettacolo del disaccordo, di rivalità, di invidia, di disamore, di arrivismo tra gli annunciatori, tra i maestri, tra i catechisti, tra i "cristiani"….

O Dio perdona, noi tutti, tuoi cattivi e perfidi annunciatori,  dacci il rimorso del nostro disamore, facci sentire l’incongruenza tra le nostre parole e le nostre azioni, aiutaci a seguirti sempre meglio e aiutaci ad essere:  UN CUOR SOLO E UN’ANIMA SOLA.

RICCARDO

 


PILLOLE DI SAGGEZZA:

Non basta che io ami Dio se il mio prossimo non lo ama (Vincenzo de' Paoli).

Cosa risponderemo quando il Padre celeste ci chiederà: "Dov'è il tuo Fratello?" (Anonimo).