Cari fratelli, sorelle e amici della famiglia passionista,

Saluti a tutti voi a nome di tutti i miei fratelli passionisti, provenienti da ogni parte della nostra Congregazione, riuniti qui a Roma per il 47° Capitolo Generale, che è in pieno svolgimento dallo scorso 6 ottobre. Naturalmente è sempre qualcosa di speciale l’esser qui ai SS. Giovanni e Paolo, nostra casa generalizia, dove il nostro Fondatore ha vissuto gli ultimi due anni della sua lunga vita, dove è morto e dove ancora oggi rimangono i suoi resti mortali. Da questo sacro luogo auguro a tutti voi una buona e santa festa!

Approfitto dell’occasione per ringraziarvi sinceramente del vostro sostegno e preghiera per la nostra diletta Congregazione e la sua missione, su cui stiamo riflettendo in questi giorni. Grazie anche per i vostri messaggi di sostegno e di preghiera per me, nel momento in cui Dio e i miei fratelli mi chiamano ancora, attraverso l’elezione, a guidare la Congregazione, in questo momento impegnativo della storia, per i prossimi sei anni.

In questo messaggio vorrei condividere con voi alcune delle riflessioni della mia relazione al Capitolo Generale, nella speranza che possa ispirare la vostra riflessione e preghiera nella celebrazione della festa di San Paolo della Croce.

Il tema scelto per questo 47° Capitolo Generale è: «Rinnovare la nostra missione: gratitudine, profezia, speranza». Questo tema vuole mantenere al centro della nostra attenzione, non soltanto in questo Capitolo, ma anche alla luce del terzo centenario della fondazione della nostra Congregazione nel 2020, che sarà lanciato nel corso di questo Capitolo Generale.

Ora è tempo di concentrarci sulla testimonianza carismatica della nostra missione: la ragione della nostra esistenza come Congregazione. Come sostegno in questa direzione, stiamo vivendo in un tempo della storia della Chiesa, specialmente sotto la guida di Papa Francesco, in cui si incoraggia una forte enfasi sulla evangelizzazione e missione: proclamare la gioia del vangelo ai poveri e uscire in missione verso le periferie e i margini.

 

Dobbiamo ricordarci che come Congregazione noi esistiamo nella Chiesa non tanto per la nostra edificazione personale o la nostra glorificazione o il nostro profitto, ma per uno scopo per preciso e significativo. Come è detto chiaramente nelle nostre Costituzioni:

«La Chiesa, approvò con suprema autorità la nostra Congregazione e le sue Regole, per la missione di annunziare il Vangelo della Passione con la vita e con l’apostolato» (Cost. 2)

La nostra missione, quindi, è integralmente collegata con la nostra vita in comunità. La nostra vita comunitaria e la nostra missione non possono esser separate: sono le due facce di una stessa medaglia. La nostra vita è la nostra missione (con la testimonianza) e la nostra missione è la nostra vita (con l’azione). Insieme entrambe formano e ci donano l’identità e l’autenticità dell’esser passionisti. Il “chi siamo” e il “che cosa facciamo” sono interconnessi e interrelazionati. «La nostra attività apostolica è una espressione della vita comunitaria» (Cost. 67).

Perciò io credo che quando parliamo del «rinnovare la nostra missione» si tratta principalmente di «rinnovare noi stessi». La “missione” è data ed è chiara. Tuttavia, per il fatto che la missione deriva da “chi noi siamo”, dobbiamo sempre esser aperti al rinnovamento di noi stessi, che significa rispondere ed esser aperti a ciò che Dio stesso opera in noi per la venuta del Regno di Dio. È questa la chiamata permanente alla conversione e al pentimento nella missione del regno di Dio. Il rinnovamento della missione è una conseguenza naturale del rinnovamento dei missionari.

“Ciò che siamo” (il nostro essere, la vita) e “ciò che facciamo” (il nostro fare, la missione) sono interrelazionati. Sono le due facce della stessa moneta e non possono esser separate. Ognuna esprime ed influenza quell’altra. Non ci viene chiesto di “lavorare per Dio”, quanto piuttosto di “compiere l’opera di Dio”: questa è una sottile ma importante distinzione fatta da P. Thomas Green SJ nel suo libro Darkness in the Marketplace (“la tenebra nel mercato”).

Stiamo vivendo tempi difficili sia nel mondo sia nella Chiesa. Come persone guidate dallo Spirito, dobbiamo ascoltare, leggere e discernere i segni dei tempi con calma e con coraggio e non lasciarci paralizzare o disilludere dalle sfide che affrontiamo.

Tempi nuovi richiedono risposte nuove: «Vino nuovo in otri nuovi» (Mc 2, 18-22). La Congregazione non può vivere la sua vita e la sua missione come se fosse “congelata” nel XVIII sec.! Se lo fa, allora è destinata allo stallo e all’irrilevanza. Il dono del carisma rimane una forza vivificante dello Spirito, ma lo è per l’oggi, per i tempi nuovi.

Il punto chiave, però, per noi, in quanto Congregazione, è il fatto che tale viaggio va compiuto insieme, confidando in Dio che ci guida e ci nutre nelle nostre fatiche e nel nostro discernimento. Non lasciamoci spaventare! La missione appartiene a Dio: il Dio crocifisso che comprende le nostre gioie e dolori, le nostre delusioni e fatiche, e si avvicina a noi in solidarietà.

Possa S. Paolo della Croce intercede per noi nella costante chiamata al rinnovamento, sia nella vita sia nella missione. il “rinnovamento” è una richiesta permanente del vangelo che ci chiama a scegliere la vita in mezzo a così tante cose che conducono alla morte e sono distruttive. Dobbiamo esaminare e ascoltare tutto ciò che sta avvenendo nella nostra vita, sentire la chiamata e gli stimoli dello Spirito, e rispondere ad essi abbandonandoci con fiducia a Dio: «Si compia in me ciò che tu hai detto» (Lc 1, 38).

Vi invito a unirvi, per favore, ai vostri fratelli del Capitolo Generale (che si conclude il 27 ottobre) nel pregare con speranza che possiamo tutti rispondere all’appello a rinnovare la nostra vita, il processo attraverso cui troveremo ancora e approfondiremo la nostra relazione con Gesù Crocifisso, la fonte del rinnovamento della nostra missione. Per questo preghiamo:

Signore, fa’ che il nostro Capitolo sia motivo di permanente conversione personale e di ripensamento creativo della nostra vita e missione. Rinnova la missione passionista e fa’ di noi tutti “vino nuovo” di una nuova Chiesa. Amen. (Preghiera per il 47° Capitolo Generale)

Che la Passione di Gesù sia sempre nei nostri cuori.

P. Joachim Rego, CP

Superiore Generale