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Oggi si è adempiuta questa Scrittura

Gesù, in modo forte e inequivocabile dichiara il realizzarsi in Lui della profezia di Isaia e nella sinagoga di Nazaret nasce lo scompiglio, i nazareni sono sconcertati dalle sue parole, e non riescono a credere, sono certi di conoscere il figlio del falegname, e non vanno oltre questa apparenza.

Gesù sembra leggere nei loro cuori, pensieri di questo genere :"i miracoli  che sembra, tu abbia compiuto a Cafarnao, falli anche qui, che possiamo vederli anche noi" . E la sua risposta infastidisce ancora di più i nazareni.

Egli ricorda loro due avvenimenti del passato: due profeti , Elia ed Eliseo che trovarono asilo presso dei pagani che in cambio furono miracolosamente aiutati, ma non solo;  a questi pagani fu anche  rivolto un annuncio di salvezza, a loro che non erano del popolo eletto, non erano ebrei.

Con questo esempio Gesù annuncia in maniera forte ed esplicita che la salvezza una volta riservata al popolo ebraico ora è viene estesa a tutti i popoli. Inoltre egli dichiara che a Nazaret non compirà nessun miracolo perché non ci sono le condizioni necessarie : la fede in Lui e la disponibilità all'ascolto.

Perché i  cuori dei nazareni sono chiusi all'annuncio della buona novella, perché si sono fermati all'apparenza del suo essere " il figlio del falegname" e non sono disponibili ad ascoltare l'insegnamento che viene da Lui.

Gli abitanti di Nazaret per meschinità e invidia, si rifiutano di riconoscerlo come mandato da Dio.

Gesù infatti esclama " nessun profeta é ben accetto in patria" .

Questo succede spesso anche a noi : ciò che “crediamo di conoscere” ci impedisce di guardare al nuovo, soprattutto se arriva attraverso chi é poco importante o da noi non accettato per invidia o per presunta nostra superiorità.

Gesù ci ricorda che Dio, spesso, ci interpella mediante coloro che non sappiamo apprezzare.

Dobbiamo avere il coraggio di lasciare da parte la pretesa, purtroppo frequente, di volerci impadronire di Dio, pretendendo che Egli agisca, pensi e giudichi secondo i nostri schemi,  i nostri giudizi e pregiudizi.

Chiediamo al Signore di donarci un cuore puro e uno spirito di umiltà in grado di comprendere che lo Spirito soffia dove vuole e come vuole e che non possiamo costringerlo nelle nostre piccole meschinerie.

Riccardo

 


Pillole di saggezza:

  • La peggiore offesa che possiamo arrecare a Dio è dubitare di Lui  (Padre Pio).
  • Dipende solo da noi aver fiducia, perchè la fiducia è un atto della volontà e non della sensibilità (Anonimo).